Coltelli in ceramica nera

Quando si parla di coltelli in ceramica vengono sempre sottolineate moltissime proprietà: alcune di queste sono assolutamente reali, altre invece appartengono più alla famiglia delle "leggende metropolitane". Vediamone alcune:

Maggiore durezza: la ceramica presenta un grado di rigidità sensibilmente superiore rispetto, ad esempio, all'acciaio. Il suo componente primario, il diossido di zirconio (ZrO₂), è infatti fino a 8 volte più duro dell'acciaio e prossimo a quello del diamante.

Maggiore igiene: con un coefficiente d'attrito inferiore rispetto a quello dell'acciaio, i coltelli di questo materiale non possono assorbire odori né essere attaccati da acidi o alcali. Inoltre la bassissima porosità rende le lame ceramiche facilmente pulibili.

coltelli in ceramica nera
coltelli in ceramica nera 2

Nessun bisogno di affilatura: sicura...

Quando si parla di coltelli in ceramica vengono sempre sottolineate moltissime proprietà: alcune di queste sono assolutamente reali, altre invece appartengono più alla famiglia delle "leggende metropolitane". Vediamone alcune:

Maggiore durezza: la ceramica presenta un grado di rigidità sensibilmente superiore rispetto, ad esempio, all'acciaio. Il suo componente primario, il diossido di zirconio (ZrO₂), è infatti fino a 8 volte più duro dell'acciaio e prossimo a quello del diamante.

Maggiore igiene: con un coefficiente d'attrito inferiore rispetto a quello dell'acciaio, i coltelli di questo materiale non possono assorbire odori né essere attaccati da acidi o alcali. Inoltre la bassissima porosità rende le lame ceramiche facilmente pulibili.

coltelli in ceramica nera
coltelli in ceramica nera 2

Nessun bisogno di affilatura: sicuramente la durezza eccezionale delle lame ceramiche le rende anche estremamente resistenti all'usura, ma affermare che non debbano mai essere affilate costituisce una forzatura. Se utilizzati nel modo corretto, i coltelli di ceramica possono mantenere la loro affilatura originaria fino a 10 volte di più rispetto alla media dell'acciaio utilizzato per il medesimo scopo. Fra l'altro va ricordato che mentre i coltelli di acciaio possono essere riaffilati velocemente e anche "amatorialmente" in casa quasi da chiunque, i coltelli in ceramica richiederebbero, nel caso remoto si rendesse proprio necessario il ripristino della loro affilatura, un'attrezzatura specifica e un operatore professionista: il che rende improbabile e comunque non consigliabile l'affilatura del coltello fra le mura domestiche.

Maggiore fragilità: com'è noto qualsiasi materiale, all'aumentare del livello di rigidità innalza il proprio livello di fragilità. E' il motivo per il quale i ponti vengono costruiti con materiali dotati di grandissime proprietà elastiche: diversamente, superato il punto di resistenza al peso o alla trazione cederebbero di schianto. La ceramica non disattende questa regola: tale materiale sopporta meno facilmente dell'acciaio le cadute a terra particolarmente violente, ma non si dimostra di certo fragile come il cristallo. Adottando le dovute accortezze (mai usare taglieri in pietra - la foto sottostante ha scopo puramente illustrativo - preferendo elementi in legno o resina) la lama ceramica ripaga con eccellenti facilità e qualità di taglio: in particolare, i coltelli U-Cook presentano un grado di affilatura estremamente elevato, a tutto vantaggio della facilità d'uso, della precisione del taglio e del confort generale.

coltelli in ceramica

Il coltello ceramico va bene per tutto:  tale affermazione, spesso utilizzata per attirare l'attenzione su questa tipologia di prodotto, non è esatta. Vi sono infatti diversi contesti per i quali l'utilizzo di una lama ceramica non solo non è raccomandabile, ma è proprio sconsigliabile. Ad esempio, le carni con osso vanno lavorate con lame d'acciaio in quanto la rigidità della ceramica mal si sposerebbe con le modalità di taglio e scollamento fra ossa e polpa, che necessitano invece di un prodotto elastico e in una certa misura torcente.

La ceramica non fa ossidare la frutta tagliata: questo tema è forse il più dibattuto. Molto spesso questo assunto viene correlato al principio di maggiore igiene già analizzato, con lo scopo di massimizzarne l'impatto sul pubblico: ma è falso. Un frutto, nel momento in cui viene tagliato, interpreta questo taglio come una vera e propria lesione, esattamente come accade a un essere umano: in questi casi l'organismo mette in atto delle vere e proprie contromisure, utili a proteggere l'organismo stesso. Nel momento in cui un frutto viene danneggiato da un taglio, la formazione di pigmenti scuri si attiva immediatamente: tale pigmentazione è determinata dal contenuto in PPOs (polifenolo ossidasi), dal contenuto in polifenoli, dal suo pH, dalla temperatura e dalla presenza di ossigeno nel tessuto (ecco perché se il frutto viene avvolto nella pellicola trasparente si ossida con maggiore lentezza: viene semplicemente tolto ossigeno). La ceramica non può certo impedire questa reazione: ecco perché affermare che la ceramica non ossidi la frutta è del tutto improprio. Sono invece il suo livello elevato di affilatura e il bassissimo coefficiente d'attrito a produrre un taglio più preciso, più netto, meno slabbrato: in breve, una lesione minore. E quindi una reazione di protezione meno massiva.
Vi consigliamo in merito questo ottimo approfondimento di Dario Bressanini: link.

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